Sandro Scagnoli, finalista dell’edizione 2019 dell’Autore dell’anno FIAF con il lavoro “La natura si specchia” che  trovata in questa pagina.
Comincia a fotografare nel fine anni 80. da autodidatta, scoprendo il piacere di osservare ciò che è intorno a sé e che spesso passa nella quotidiana indifferenza della normalità, passando dalla classica pellicola, dia all’attuale digitale convinto purista dello scatto. Frequentatore dei “Fotoclub”, “circoli Fotografici” partecipando a varie collettive e organizzando mostre personali, la sua attività è prevalentemente amatoriale, anche se svolge ricerche estetiche su diversi temi, molto rilevanti saranno quelle dedicate all’espressione astratta del colore, ma non disdegna il bianco e nero.

– Il portfolio

“La natura si specchia”

La serie fotografica di Sandro Scagnoli non è un accattivante gioco di specchi, un astuto espediente tecnico escogitato a meri risultati estetici, è invece una toppa concettuale nel racconto fotografico che provoca ragionamenti più complessi sul rapporto con la natura.
La fotografia concettuale può risultare banale ad un primo sguardo, ma osservata attentamente mette in atto riflessioni profonde. Per questo motivo viene definita concettuale, proprio perché privilegia le idee innestate su un contenuto apparentemente banale.
Natura, proprio con l’iniziale maiuscola, indice di rispetto. Madre Natura, era decantata nei poemi e come tale era riconosciuta nei testi scientifici e nei manuali di pittura.
Le immagini riflesse di Sandro Scagnoli inducono ad altre riflessioni. Introducono un discorso ecologico. Impellente, fondamentale, di importanza vitale ai nostri giorni.
La natura si specchia, si guarda, non per farsi un selfie, ma come a verificare la situazione in cui si trova, il suo stato di salute.
I ritagli di paesaggio incastonati, a mo’ di toppa, nelle panoramiche più ampie, simulano ferite asciugate, rammendi virtuali.
Vediamola in positivo: potrebbe simboleggiare un innamoramento del proprio corpo, della propria pelle, un perfetto narcisismo.
La metafora dello specchio!
Ma attenzione, lo specchio potrebbe significare, all’opposto, un desiderio ad essere un’altra cosa, se riferito alla complessa essenza più sotterranea della psiche umana.
L’estraneità nel quotidiano, è difficile però attribuirlo alla Natura.
Il gioco tra essere e apparire è solo degli umani, se la Natura si scopre diversa la causa è esterna. I fenomeni naturali la modificano, ma non la rendono altra cosa.
La paura di essere, di incontrare un altro è dell’uomo non della Natura: gli umani temono davanti a uno specchio di vedersi altro e di non riconoscersi.
La metafora dello specchio, nell’arte, deve servire a prendere coscienza.
I tagli fotografici di Sandro Scagnoli, resi superfici specchianti, funzionano come quelli di Lucio Fontana praticati sulla tela: ci invitano ad andare oltre la superficie, ci aprono il sentiero del pensiero profondo sull’esistenza e sulle azioni umane.   (Vincenzo Marzocchini)